Scritto da ViviSulSerio! - Il Portale della Valle Seriana
Da secoli a Pradalunga l’arte dell’escavazione e della lavorazione della pietra cote è tramandata di padre in figlio. Per non perdere la memoria delle antiche tradizioni, la Ligato Fratelli F. & M. s.n.c. - continuando la secolare produzione di famiglia delle storiche ditte Gavazzi e Piccinini - ha conservato nell’originale opificio strumenti, oggetti e reperti storici della lavorazione originale. Il percorso museale mostra, in sale originali e con uno sguardo a ritroso nel tempo, le diverse fasi di lavorazione specifiche dell’industria delle pietre coti, nelle quali erano impegnati centinaia di addetti. Il Museo custodisce una rara raccolta di pietre utilizzate nel mondo per l’affilatura di utensili da taglio; una doviziosa collezione di pietre coti provenienti dalle diverse cave del territorio Bergamasco; falci e falcetti di diverse forme e dimensioni utilizzati in nazioni europee ed extraeuropee. Le coti di Pradalunga sono composte da un'equilibrata mescolanza di minerale "duro" derivante dai resti di organismi a scheletro siliceo e di un minerale "tenero" cementante. E’ questo amalgama che le ha rese famose, consentendo una perfetta affilatura delle lame senza mai rovinarle, né consumarle eccessivamente.
La storia delle pietre coti affonda le sue radici in epoche lontanissime: risale infatti al II millennio a.C. uno dei più antichi reperti per affilatura finora ritrovati, una cote conservata al Museo Egizio di Torino. Testimonianze sulla produzione italiana delle "aquaries cotes" giungono anche dall'epoca romana, nel I secolo d.C., ad opera di Plinio il Vecchio. Anche il nostro territorio ha rivelato testimonianze di assoluto interesse: a Parre - in Valle Seriana - tra i reperti della lavorazione del bronzo risalenti a circa 3000 anni fa, è stata rinvenuta una pietra per affilatura. Della storia della pietra cote si sono interessati molti studiosi bergamaschi, tra i quali spiccano i nomi di Antonio Tiraboschi, Angelo Mazzi, Antonio Enrico Caffi e Franco Nicefori. La produzione di pietre coti a Pradalunga e in Valle Seriana è documentata negli Statuti di Bergamo del 1248, epoca in cui era già attiva l'esportazione oltre confine: in Europa del Nord attraverso Bellinzona e Trento, nei paesi oltremare attraverso Genova.
Nei secoli, l’industria delle pietre coti di Pradalunga ha conseguito diversi riconoscimenti attraverso la partecipazione a fiere ed esposizioni internazionali: a Melbourne nel 1880, a Milano nel 1881 e a Torino nel 1884. Con uno degli ultimi successi fieristici internazionali a Tripoli nel 1937, l’industria Edoardo Gavazzi fu G.B. si affermò come una delle più importanti realtà produttrici di pietre coti, con marchi di fabbrica riconosciuti in tutto il mondo.
Dove
Laboratorio-Museo Pietre coti di Pradalunga "Ligato Fratelli F. & M. s.n.c." Via S. Martino, 12 24020 - Pradalunga (Bergamo)
Nel bookshop sono disponibili testi, materiale informativo e dvd.
Quando
Il Laboratorio-Museo è aperto da Aprile ad Ottobre: è possibile prenotare visite guidate per gruppi e scolaresche; l'ingresso è gratuito.