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[Lettere alla Redazione] No allo spostamento dell'Istituto di Cerealicoltura di Stezzano! Stampa E-mail
Scritto da Commisione De. Co. Comunale e Pro Loco Gandino   

Lettere alla Redazione - scrivi a ViviSulSerioIl Comune di Gandino esprime forte preoccupazione per il ventilato trasferimento a Lodi dell'Istituto di Maiscultura di Bergamo, che ha sede a Stezzano.
Un'istituzione che porta avanti dal 1920 un lavoro di ricerca particolarmente importante, di cui Gandino ha potuto sperimentare l'importanza e l'altissima professionalità, grazie al progetto del Mais Spinato di Gandino.
Pubblichiamo nello spazio seguente i comunicati stampa emessi dalla Commisione De.Co. Comunale e dalla Pro Loco Gandino.

No allo spostamento dell'Istituto di Cerealicoltura di Stezzano!

Le notizie di stampa apparse in questi giorni in relazione al possibile trasferimento a Lodi dell’Istituto di cerealicoltura di Stezzano creano profonda preoccupazione e malcontento nella nostra Commissione.

In questi anni la realtà di Gandino ha collaborato con particolare intensità con il C.R.A.-Mac di Stezzano e in particolare con il direttore Mario Motto ed il capo progetto Paolo Valoti per la selezione e la salvaguardia del Mais Spinato di Gandino. Si tratta di uno fra i più importanti programmi specifici di recupero, conservazione e valorizzazione del germoplasma autoctono italiano avviato dall’Unità di Ricerca bergamasca.
E’ il caso di ricordare che il progetto gandinese parte da molto lontano, addirittura dai primi anni del ‘600, quando a Gandino furono portati e coltivati i primi semi di mais arrivati in Lombardia.
Va quindi sottolineato che il mais in Lombardia è partito dalla Bergamasca, e non certo da Lodi.
E’ un dato storico rilevante, sul quale si è basato il progetto che prevede salvaguardia, selezione conservativa, caratterizzazione e morfologia della varietà. La prima parte del lavoro ha sperimentato protocolli di coltivazione e valutazione agronomiche tali da permettere la selezione dei semi più aderenti al concetto di tipicità-unicità della zona di coltivazione.
Il seme doc è stata isolato in località Ca’ Parecia, antica cascina vicina al confine con Cazzano S.Andrea, dove viveva la famiglia Savoldelli. Ultimi contadini furono Giacomo e Andrea Savoldelli, i cui rispettivi figli Giovanni e Bernardo collaborano attivamente con il progetto.
Le prossime fasi del programma, in pieno svolgimento, prevedono una collaborazione dell’Unità di ricerca per il miglioramento genetico della varietà selezionata, la definizione dell’agrotecnica per la coltivazione e l’utilizzazione entro una filiera di prodotti tipici locali e l’eventuale protezione (deposito della varietà presso Enti di tutela delle novità vegetali).
Il tutto è un punto di partenza decisivo per fare in modo che ad aspetti di ricerca e promozione si affianchino attività economiche vere e proprie. Il Comune e la Pro Loco di Gandino lavorano da tempo su questi aspetti, ed hanno promosso iniziative che già hanno offerto spunti interessanti.
Su tutti la creazione del marchio De.Co., un marchio di qualità comunale che certifica la provenienza di un determinato prodotto da uno specifico territorio, secondo un’idea partita nel 1999 dal noto enologo Luigi Veronelli.
Chiediamo a tutti gli organi istituzionali di porre in essere ogni e qualsiasi iniziativa volta a mantenere sul territorio bergamasco l’Istituto di Cerealicoltura di Stezzano.
Si confida nella massima diffusione del presente comunicato.

Il Presidente
Antonio Rottigni
Gandino, 26 gennaio 2010


Il Consiglio Direttivo della Pro Loco Gandino, nella seduta del 26 gennaio u.s., ha espresso forti critiche al ventilato spostamento a Lodi dell’Istituto di Cerealicultura CRA-MAC di Stezzano, come apparso su vari organi di stampa in coincidenza con la “Giornata del Mais 2010”.
Corre l’obbligo di ricordare, da parte della scrivente associazione, che l’Istituto (presente in Bergamasca dal 1920) ha sviluppato in questi anni un progetto particolarmente importante per valorizzare le peculiarità del nostro territorio.
Al di là degli aspetti scientifici, comunque preminenti e particolarmente approfonditi, la Pro Loco Gandino vuole porre l’attenzione su quanto il progetto legato al “Mais spinato di Gandino” ha avviato in questi anni, con ricadute evidenti sulla promozione turistica del territorio della Val Gandino.
La riscoperta della varietà specifica di Mais Spinato ha fatto sì che fosse ripristinata e valorizzata l’antica ricetta del Biscotto Melgotto, prodotto dai fornai artigiani del paese, ma anche la cultura della Polenta e le tipicità ad essa collegate.
Vogliamo ricordare anche il marchio De.Co. che ci ha visto al fianco del Comune nell’apposita commissione, i corsi teorico pratici “Lavorare la terra della Val Gandino”, che hanno avuto un eccezionale riscontro di adesioni: oltre 300 novelli agricoltori, fra i quali anche giovani imprenditori che guardano con interesse all’attività agricola come alternativa possibile alla crisi del tessile e del manifatturiero.
Si pensi poi alla “Sgranatura in piazza delle pannocchie”, alle degustazioni, alla camminata enogastronomica Gustar Gandino e al lavoro didattico portato avanti con le scuole.
Un sistema articolato e ricco di prospettive, che rischia di essere minato alla base dall’eventuale spostamento dell’Istituto di Stezzano.
La Pro Loco sarà per quanto possibile in prima fila per la difesa di questa primaria istituzione bergamasca.
Si prega per quanto possibile di dare risalto alla presente comunicazione.

Il Presidente
Lorenzo Aresi
Gandino, 26 gennaio 2010

 
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