I TourdeForce sono un progetto musicale fondato da Christian Ryder (Christian Bellini) ed Eric Raven (Enrico Filisetti) nel 2004. La band nasce inizialmente come un duo dedito alla creazione di musica elettronica con una considerevole influenza dalle sonorità degli anni ’80. I TourdeForce, certi del fatto che l’uso della teconologia e di artifici elettronici non implichi necessariamente la mancanza di creatività e di sentimento in musica, esprimono nel loro primo cd demo "TourdeForce" (2004) tematiche legate alla progressiva decadenza dell’Occidente, la scomparsa del sentimento tragico, la differenza tra arte e verità, il vuoto interiore ed il lato oscuro dell’amore. I loro testi, ispirati da Freud, Baudelaire, Nietzsche e James Joyce ma anche dal Romanticismo, contengono citazioni letterarie (Le Fanu, Shakespeare, Sartre, James Ballard, H. P. Lovecraft, Antonin Artaud, Italo Svevo, August Strindberg) ma anche tratte dal cinema (Roman Polanski, Andrej Tarkovskij, Clint Eastwood, David Cronenberg, David Lynch ed altri…).
Il primo lavoro ottiene buone recensioni: giudicato come demo del mese dalla rivista specializzata "Ritual", la band ottiene un’intervista in una rubrica dedicata alle più interessanti band emergenti del momento in ambito electro-underground. L’anno successivo il duo realizza un mini album dal titolo "Wedding in Fusion", la cui title track viene pubblicata anche in una web compilation di musica alternativa chiamata "Italian Body Music vol.2". Sempre nel 2005 Christian inizia la sua collaborazione con il Bepi / Tiziano Incani, per il quale scrive e realizza la parte musicali di alcuni brani sino al 2008; tra i titoli vale la pena di menzionare la hit "Cò de Goma", oppure "Pirlies"; per il cantautore dialettale Christian realizza anche i remix dei pezzi "Kentucky", "Disco Sexy Bar" e "La cua". I TourdeForce si avvalgono della presenza di Max Raiden (Marco Massini) come chitarrista dal vivo, per arricchire il sound dei loro concerti.
Nel 2007 il duo ultima il secondo full–length, registrato da Lucky Chiva al Recording Studio 17 di Clusone, "Omnes Feriunt, Ultima Necat" (un antico motto riferito alle ore: "Tutte Feriscono, L’ultima Uccide"). Il lavoro presenta sonorità malinconiche e suggestioni drammatiche e si basa su di una particolare ricerca della melodia con influenze che vanno dalla New-Wave alla musica degli anni ’90: ottiene buonissime recensioni e dona al gruppo ulteriore notorietà nel panorama underground, visibilità coronata con la possibilità offerta al gruppo di aprire a Milano il concerto delle Client (27 aprile), affermato trio inglese electropop gestito dall’etichetta discografica di Andrew Fletcher dei Depeche Mode. Mentre il brano "Ocean C." tratto da "Omnes Feriunt…" viene incluso nella compilation "Il Circolo della Vela vol.5", Christian effettua remix per altre band della scena: nel 2008 la sua versione del brano sperimentale "Manzotin Mantra" dei Bolognesi Post Contemporary Corporation viene pubblicato su vinile in edizione limitata dall’etichetta Musica di un certo Livello, ed ottiene numerosi consensi.
I TourdeForce attraversano un periodo burrascoso di cambio di line-up, dopo il quale il progetto diventa una sorta di "incarnazione musicale" aperta alle più svariate collaborazioni, arricchite dalle influenze e dal background musicale di tutti gli artisti coinvolti. Per [TDF] cantano Roberto Alvear del gruppo Nova Pulsar (Ecuador), Chemnitz dei Klonavenus (Roma) e suonano Samuele Palzzolo (chitarrista di Lovere, leader dei SuonoAnziano), Michele Gonella (batterista dal vivo, membro dei Soul Gargarism) ed il doppiatore Ciro Emanuele Sponzilli presta la sua voce per una Shakespeariana inserzione sonora nel brano "Carmilla". La novità più rilevante è la nuova singer ufficiale, Roby (Roberta Bergamini, già attiva nei Dead Flirt). Il nuovo duo ultima alla fine del 2009 un disco a tiratura limitatissima al momento riservato alle etichette discografiche, intitolato "Colours in Life"; Christian in veste di regista realizza anche un videoclip per il brano trainante del disco, I am the Phoenix. I “colori della vita” del titolo del disco sono in sostanza i brani che compongono la track list, e questi a loro volta simbolicamente rappresentano le sfumature, le gioie e i dolori della nostra esistenza di tutti i giorni, espressi in musica. Le sonorità sono più leggere e ricercate, i temi dei testi si discostano un poco dal grigiore degli esordi.
La band ha ripreso ad esibirsi dal vivo in un concerto a Milano tenutosi il 30 Settembre 2009 e si dichiara disponibile e ben disposta ad animare serate con musica degli anni ’80, per un pubblico non solo di giovanissimi (il gruppo è stato ospite alla notte Bianca di Clusone nelle edizioni del 2007 e del 2008).
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