Nome: Albino [Albì] Dal celtico Albì che significa villaggio nella valle tra i monti. La forma latina è Albinus, usata come nome proprio. Superficie: 31,3 km² Altitudine: 342 m s.l.m. Abitanti: circa 16.500 albinesi. "Carrara" è il cognome più diffuso. Frazioni: Abbazia, Bondo Petello, Casale, Comenduno, Desenzano al Serio, Dossello, Fiobbio, Vall'Alta S. Patrono: San Giuliano (9 gennaio) Municipio: Piazza della Libertà, 1 Tel: 035.759911 - Fax: 035.759911 Sito ufficiale: http://www.comune.albino.bg.it/ Cap: 24021 Prefisso Telefonico: 035 Mercato settimanale: mercoledì
Il Comune di Albino si estende lungo il fondovalle seriano su entrambi i versanti, ad una distanza di circa 12 Km dalla Città di Bergamo. Il capoluogo, su cui svetta la sagoma della Cornagera, si trova sulla destra idrografica del fiume Serio, con le frazioni Comenduno e Desenzano al Serio poste a nord del capoluogo stesso. Sullo stesso versante, ma situato in una posizione più elevata, si trova anche Bondo Petello, che si sviluppa al termine della valle del torrente Albina, tra il monte Rena ed il monte Cereto. Sull'opposto versante della valle Seriana si sviluppa la Valle del Lujo, percorsa dall'omonimo piccolo torrente che nasce dal Colle Gallo, vicino al comune di Gaverina Terme. In questa vallata, delimitata dal monte Misma, si trovano numerose frazioni tra cui, nell'ordine, Vall'Alta, Fiobbio, Abbazia, Dossello e Casale, quasi tutte poste in località collinari rispetto al fondovalle. Nel corso dei secoli il territorio comunale di Albino ha subìto numerose variazioni dei propri confini - dovute per lo più alle numerose aggregazioni con i borghi limitrofi - fino all'ultima annessione avvenuta nel 1928, quando anche il paese di Vall'Alta venne incluso nella comunità amministrativa albinese. Il Comune di Albino è costellato di monumenti di notevole interesse storico e architettonico, tanto nell'ambito civile che in quello religioso.
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La Biblioteca comunale di Albino è il centro informativo locale che fornisce agli utenti servizi di pubblica lettura, consultazione di riviste e quotidiani, libri in braille, pubblicazioni riguardanti la storia locale, postazioni di accesso ad internet (a pagamento), corsi di formazione per adulti, mostre, conferenze e attività culturali. L'ingresso della Biblioteca, accessibile ai disabili, è situato in via Mazzini, 68. E' possibile parcheggiare liberamente (tranne mercoledì mattina) nel vicino Piazzale Pio La Torre, attraversando poi la scalinata del passaggio Donatori di sangue per raggiungere la biblioteca.
Albino e le sue numerose frazioni contano oltre una quindicina tra chiese, conventi e santuari, molti dei quali caratterizzati da pregevoli opere artistiche e architettoniche.
Parrocchiale di San Giuliano La chiesa parrocchiale del capoluogo, dedicata a San Giuliano, risale all'anno 898. Riedificata in stile neoclassico nei primi decenni del XIX secolo, custodisce opere di grande valore, tra cui spiccano dipinti di Giovan Battista Moroni, di Enea Salmeggia, di Gian Paolo Cavagna, del Cignaroli e di Francesco Zucco. Il campanile risale al 1497 ed è opera del Fanzago.
Convento di San Bartolomeo Attigua alla Parrocchiale si trova la chiesa di San Bartolomeo. Risalente al XII secolo, presenta elementi caratteristici dello stile gotico-lombardo e custodisce numerosi affreschi, seguenti ad una ristrutturazione avvenuta nel corso del XVI secolo. L'altare maggiore conserva ventuno sculture lignee e un polittico in legno dorato, che hanno consentito all'edificio sacro il riconoscimento a monumento nazionale.
Madonna del Pianto All'estremità sud del capoluogo si trova il Santuario della Madonna del Pianto. Risalente al XV secolo ed ampliato notevolmente nel corso del XIX secolo, conserva all'interno un dipinto del Moroni e un quadro di Enea Salmeggia raffigurante la deposizione. Ricorda un evento miracoloso avvenuto ad un fedele residente a Parre.
Chiesa della Concezione Situata nel capoluogo, è di origine tardo-quattrocentesca. Conserva preziosi affreschi del XV e XVI secolo, ed è dotata di un bel porticato. La tradizione vuole che questo piccolo santuario sia stato costruito in seguito ad un miracolo avvenuto nel 1470, quando un bambino fu salvato da un branco di lupi dall'apparizione della Madonna.
Santuario della Madonna della Neve Posto sulla mulattiera che reca a Selvino, risale al XVI secolo, così come gli affreschi conservati all'interno. Il Santuario è stato per molti secoli una tappa fissa per molti commercianti ed allevatori, in transito sulla strada molto battuta, pronti a concedersi una sosta per una preghiera di intercessione.
Chiesa di Sant'Anna Situata in via Mazzini, considerata il centro di Albino, la sua costruzione risale all'XVI secolo, su progetto di Giovan Battista Caniana. La pianta a croce greca ed il coro del Fantoni rendono caratteristica questa chiesa, ora adibita a convento delle suore del Sacro Cuore.
Santuario di Altino Situato in prossimità del Colle Gallo, ad un'altezza di circa 850 metri s.l.m., sovrasta l'abitato della frazione Vall'Alta; il Santuario contiene opere lignee del Fantoni e una tela del Cavagna, oltre ad una suggestiva collezione di ex-voto. Le sue origini risalgono ad un fatto prodigioso che, secondo la tradizione, avvenne il 23 luglio 1496 quando un abitante di Vall'Alta, Quinto Foglia, si trovava in compagnia dei suoi due figli sulle pendici del Monte Altino intento a lavorare nei boschi. La giornata calda e afosa sorprese Foglia e i suoi figli, che furono presi da grandissima sete e si rivolsero alla Madonna per chiedere soccorso. La Madonna apparve loro e disse al padre di battere con il falcetto la roccia che gli stava davanti, da cui sgorgò miracolosamente uno zampillo d'acqua sorgiva. I fedeli elevarono prontamente una piccola cappella, ampliata e modificata nel corso dei secoli e meta di molti pellegrinaggi. La statua della Madonna venne incoronata il 23 luglio 1919 dal vescovo Luigi Merelli, mentre il Santuario fu consacrato dal vescovo Adriano Bernareggi il 27 aprile 1935.
Abbazia dei Monaci Cistercensi Fondata nel lontano 1135, dà il nome alla frazione in cui si trova. Il nucleo abitativo di Abbazia difatti si sviluppò a ridosso di questo monastero voluto dal vescovo di Bergamo Gregorio, oggi considerato monumento nazionale. La costruzione del monastero durò circa un anno, e avvenne dopo l'approvazione del pontefice Innocenzo II, ottenuta il 24 febbraio 1135. La chiesa originale era composta di una sola navata con pareti di pietra viva e grandi pilastri, interamente ricoperta a tetto a due spioventi sostenuto da travature lignee a vista, l'altare era collocato in un abside semicircolare nel quale si aprivano tre piccole aperture a feritoia. Esistevano inizialmente due chiostri, uno ora completamente scomparso e l'altro solo parzialmente visibile. Il 24 maggio 1142, il vescovo Gregorio, assistito da Manfredo Luggiaca vescovo di Brescia e da Giovanni vescovo di Lodi, consacrò solennemente il tempio, dedicandolo a DOM (Dio Ottimissimo Massimo) e a San Bernardo Abate. Nel 1393 il monasterò fu colpito da un incendio che distrusse gran parte degli edifici monastici e la chiesa, che venne poi parzialmente ricostruita dall'abate Manfredo della Croce. Dopo la morte dell'ultimo abate, l'abbazia passò definitivamente in commenda fino al 2 aprile 1789, quando la Repubblica di Venezia inglobò il monastero sotto il suo controllo. Il 12 giugno 1793, per 70.806 ducati, l'abbazia venne comprata all'asta di Venezia dal conte Gerolamo Fogaccia di Bergamo. In seguito, il 29 marzo 1808, il complesso monastico fu riacquistato dalla popolazione di Abbazia dal conte Fogaccia per l'istituzione della nuova parrocchia di San Benedetto in Abbazia che avvenne nell'anno 1831. La chiesa subì alcuni ampliamenti nei secoli: XVI quali la costruzione delle volte della navata centrale e la sistemazione degli absidi; e XIX quali l'ampliamento a tre navate e nel 1910, su ordine delle Belle Arti, la chiesa venne restaurata riconducendo ogni cosa al tempo più primitivo possibile, vennerò abbattute le case coloniche a ridosso del monastero e si ricostruì l'intera facciata portandola allo stile originale romanico. All'interno si trovano opere di buon pregio tra cui quelle del Cifrondi e del Cignaroli.
Santuario della Beata Vergine del Miracolo (Madonna della Gamba) Nella frazione Desenzano al Serio si trova quello che può essere considerato l'edificio sacro che ancora oggi gode di maggior devozione popolare, tanto da essere meta di molti pellegrinaggi da parte tutta la popolazione albinese, e non solo. Il Santuario della Madonna del Miracolo, meglio conosciuto come Madonna della gamba, ricorda un miracoloso evento avvenuto nel 1440: una ragazza guarì miracolosamente dalle ferite riportate ad una gamba dopo aver pregato la Madonna. Una prima cappelletta fu eretta nel 1448, ma la chiesa assunse le attuali dimensioni soltanto dopo la ristrutturazione avvenuta nel XVIII secolo. Nel 1740 venne inaugurata sopra l'antica cappella una nuova chiesa più ampia, progettata da Giovan Battista Caniana, a navata unica. Nel 1797 vi fu aggiunto un campanile in stile rococò. Nell'abside sono custoditi tre dipinti: l'Annunciazione dell'Angelo a Maria e la Fuga in Egitto, di Francesco Capella, e l'Apparizione della Madonna di Carlo Ceresa; nella chiesa si trovano inoltre il gruppo scultoreo dell'Apparizione di Andrea Fantoni e diversi ex-voto.
Parrocchia di San Pietro Situata nella frazione di Desenzano, è un bellissimo esempio di struttura in stile gotico-lombardo. Spiccano inoltre l'ampio porticato, il polittico con una statua del santo patrono in legno dorato ed uno stendardo, opera di Enea Salmeggia.
Meritano menzione anche altri luoghi di culto, tra cui la chiesa della Santissima Trinità nella frazione di Fiobbio, la chiesa di San Rocco vicino al confine con Pradalunga, il convento dei Frati Cappuccini edificato in stile romanico-francescano, la chiesa della Madonna di Guadalupe, che conserva una copia autentica della Sindone e la Parrocchiale di Fiobbio, dedicata a S. Antonio da Padova nella quale riposano le spoglie della Beata Pierina Morosini.
Nuovo Cineteatro Albino Piazza San Giuliano 24021 - Albino (BG) Tel. 035.751490
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