Lo speciale dedicato agli alpeggi, curato dall'esperto Danilo Filisetti sia per quanto riguarda per la stesura dei testi che per la realizzazione delle immagini, prosegue con la nuova scheda dedicata a due malghe di Rovetta: l'alpe Pagherola e l'alpe Bruseda. LOCALIZZAZIONE Sono situate nel territorio del comune di Rovetta, che si spinge a nord fino oltre il monte Parè (m.1642) e monte Campo (m.1952), arrivando ad occupare la parte finale della Valzurio fino ai contrafforti della Presolana Occidentale. Gli alpeggi si trovano alla testata del torrente Ogna. L’Alpe Pagherola, confina a ovest con l’Ape Verzuda a nord con il crinale che dal monte Ferrantino (m. 2325) passando per il passo Scagnello arriva sin sotto lo spigolo nord della Presolana Occidentale (m. 2224); l’alpe Bruseda invece, si spinge fino al passo Olone (m.1850) dove confina con l’alpe Presolana. Sono site in una conca a pendenza ora mite, ora più ripida ed in parte cespugliata e impietrata sotto i contrafforti rocciosi del Ferrante e della Presolana, il pascolo si estende da m.1350 a m. 2000. Si accede da Nasolino proseguendo su strada stretta ma asfaltata per Valzurio, da qui per altri 7 km circa su strada gippabile a transito regimentato (richiedere il permesso presso il comune di Oltressenda), passata la contrada Spinelli ci si porta a fondovalle fino alle baite del Mòschel (m.1285). Lasciato l’automezzo e continuando a piedi sulla strada principale ( che a tratti ora è davvero dissestata) in circa trenta minuti si arriva alla I° baita dell’alpe Pagherola m.1504 da qui per comodo sentiero in quota in poco tempo si raggiunge anche Baita Bruseda.
Entrambe gli alpeggi sono di proprietà privata e mentre la baita di Pagherola Bassa è concessa ad uso dei mandriani, Bruseda è gestita come semplice ristoro da un non più giovane signore toscano con un grande amore per la montagna e sempre disponibile a scambiare quattro chicchere con chi è impegnato a raggiungere il rifugio Rino Olmo (m.1819) attraverso il sentiero n°320.
STRUTTURE 1° Stazione: Bruseda - Quota m.1498. Baita in ottime condizioni e come già detto usata come ristoro e rifugio privato. Si compone di un porticato esterno, due stanze dormitorio e una cucina. Nelle adiacenze una stalletta per 5-6 capi ed una caratteristica fontanella in legno, punto obbligato per dissetarsi e rinfrescarsi. 2° Stazione: Pagherola Bassa - Quota m.1504 -Baita recentemente ristrutturata per quanto riguarda il tetto e le mura esterne, posta in una radura ai margini di un bosco ed in zona di pascolo ricco di rocce affioranti ed un poco impietrato. Il complesso è disposto in due unità collegate da piccolo porticato, in una ci sono due locali, adibiti uno a cucina e deposito attrezzi, nella seconda unità, uno spazioso dormitorio nel sottotetto e una casera e deposito materiali a piano terra, a fianco una piccola stalla per 7/8 capi. 3° Stazione: Pagherola di Mezzo – Quota m.1533 – Baita in ottimo stato di proprietà privata. 4° Stazione: Pagherola Alta - Quota m.1731. Costituita da tre fabbricati. La baita, in discreto stato d’uso, ha a piano terra un unico locale uso cucina, con dormitorio sottotetto; addossata a valle una piccola stalla priva del tetto che è caduto. Nelle vicinanze una casera, in discreto stato d’uso. Molto vicino una porcilaia di nuova costruzione, con tetto in coppi. La baita è in zona a dolce pendio, cespugliata e molto inpietrata, sotto i contrafforti del monte Ferrantino (m.2215). APPROVVIGIONAMENTO IDRICO
L’acqua è fornita da sorgenti e da ruscelli che in zona non mancano, oltre che da una pozza nella stazione alta. All’occorrenza viene anche condotta in baita con tubi esterni in plastica. E sufficiente e adatta per tutti gli usi. Per l’abbeverata occorrono brevi percorsi . ALTRE CARATTERISTICHE
La conduzione dell’alpe viene normalmente effettuata dal seguente personale: 2 uomini. La potenzialità dell’alpe è di circa 115 paghe e la durata dell’alpeggio si aggira sui 90 gg.; il periodo d’alpeggio va da metà giugno fino ai primi di settembre. L’alpe è molto frequentata da turisti ed escursionisti, per la posizione centrale agli itinerari classici che partono dalla Valzurio, per la bellezza dei luoghi e il contesto naturale che merita sicuramente una visita. Note: chi di voi vorrà fare una bella passeggiata e raggiungere i posti che vi ho descritto, avrà la possibilità di conoscere luoghi incantevoli e una natura ancora intatta, avrà altresì l’occasione per conoscere la vera gente di montagna, leggerà la fatica nei giovani volti di Claudio e Manuel che comunque sapranno accogliervi con un sorriso, consapevoli che la vita del malgaro è dura, ma che nulla potrà dissuaderli dal tornare sulle montagne anche il prossimo anno.  L’alpe Pagherola ha ricevuto dalla Regione Lombardia il codice 187BG02P e l’Alpe Bruseda il codice 187BG03P. Danilo |