

L’idea di andare alla scuola media mi ha terrorizzato per tutta l’estate. Venivo da un’altra scuola, non conoscevo praticamente nessuno e avevo paura di non riuscire a stare al passo con lo studio.
Tra mille ansie e preoccupazioni, però, il 10 di settembre è arrivato e, come tutti, ho dovuto farmi coraggio…
Davanti alla scuola osservavo i ragazzi più grandi: sembravano tutti piuttosto contenti di tornarci, mentre noi di prima media eravamo tutti silenziosi ed impauriti. Al suono della campanella i ragazzi di seconda e terza media sono entrati immediatamente, quasi di corsa, mentre noi, al contrario, siamo rimesti in fila per due, silenziosi e un po’ spaesati.
Dopo un primo momento di benvenuto, ci siamo separati, siamo andati nella nostra aula e le cose sono decisamente migliorate. In classe abbiamo realizzato delle magliette tutte colorate che riportavano l’impronta della nostra mano ed il nostro nome ben in vista. I professori ci hanno detto che le dovevamo indossare fuori, in cortile, e tutti abbiamo protestato un bel po’, ma quando siamo usciti, tutti con indosso le magliette, ci siamo accorti che non c’era niente di cui vergognarsi, perché eravamo tutti uguali… buffi nello stesso modo.
In seguito abbiamo fatto un gioco bellissimo: un ragazzo, in piedi in mezzo ad un cerchio di sedie su cui erano seduti tutti gli altri ragazzi, doveva urlare una caratteristica e quelli che la possedevano dovevano alzarsi, scambiarsi il posto senza farselo rubare dal compagno in centro o dagli altri.
E’ stata una mattinata davvero divertente… in realtà anche il resto della settimana è stato bellissimo, soprattutto venerdì, quando siamo andati tutti insieme a Prato Alto e abbiamo giocato all’ “Alce Rossa”. Ci hanno messo delle fasce in testa con scritti dei numeri e ci hanno diviso in due squadre; dovevamo rubare il fazzoletto della squadra avversaria senza far leggere il nostro numero agli avversari, altrimenti venivamo squalificati per due minuti. E’ stato molto divertente ed io penso che tutte le scuole dovrebbero essere così, cioè dovrebbero cercare di accogliere tutti, ma soprattutto gli alunni nuovi, per farli sentire a loro agio.