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[Albino] Quattro chiacchiere con... Antonio Novali Stampa E-mail
Scritto da Tiziano Piazza   
Antonio Novali, presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione HoneggerAticolo realizzato dalla Redazione di Paese Mio

Antonio Novali, 59 anni, sposato con tre figlie, è dal 19 marzo scorso il nuovo presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Honegger, l’ente a gestione privata, in stato di autonomia amministrativa, che dal 2005 si è sostituito alla vecchia IPAB (Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza) nella guida della struttura socio-assistenziale di via Crespi, ad Albino, conosciuta come “Casa Albergo per persone anziane” e presente sul territorio comunale con due strutture, la “Casa di riposo” e la struttura protetta ”G. Honegger”. Una trasformazione che ha rappresentato, e tuttora rappresenta, la soluzione migliore per valorizzare la secolare tradizione di assistenza e volontariato della comunità albinese e, in particolare, il profondo legame presente fra la struttura sanitario-assistenziale e la comunità locale. Con la nascita della Fondazione Honegger, infatti, si è voluto arricchire quel senso di appartenenza e di vicinanza che da sempre aveva caratterizzato la Casa di Riposo.
Al timone di questa struttura, come detto, il Dr. Antonio Novali, medico ospedaliero per 33 anni, presso l’ospedale Pesenti-Fenaroli di Alzano Lombardo, e con una lunga e importante esperienza amministrativa, avendo ricoperto per due mandati la carica di sindaco di Alzano Lombardo, dal 1995 al 2004. Ora, Antonio Novali è in pensione e, con grande spirito di servizio, ha accettato il delicato incarico di presidente della Fondazione Honegger. A lui, Paese Mio rivolge alcune domande, per meglio capire la realtà della struttura e conoscere le novità in atto.
 

Innanzitutto, da chi è formato il nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione Honegger?
Il nostro statuto prevede che la nomina dei cinque membri nel consiglio di amministrazione venga fatta dal sindaco della Città di Albino. Oltre al sottoscritto, sono presenti Bruno Testa, Emanuele Pezzotta, Alfredo Vismara e Gianfranco Facci. Il gruppo sta lavorando con impegno, in accordo e in sinergia con tutti i collaboratori che operano all’interno della struttura.

Quali le iniziative intraprese in questi primi cinque mesi di presidenza?
In un primo periodo, il lavoro principale è stato rivolto alla conoscenza generale della realtà sanitaria e assistenziale della Fondazione Honegger. In pratica, ho preso atto della struttura, in tutti i suoi reparti e i suoi servizi, monitorando la situazione amministrativa e analizzando la macchina organizzativa. Del resto, la Fondazione Honegger è un complesso importante, formata da due strutture che accolgono ben 200 ospiti: una realtà che va seguita quotidianamente, che va gestita senza mai dimenticare il suo radicamento con il territorio e ponendo la massima attenzione all’aspetto economico-finanziario, alla organizzazione e alle culture professionali degli operatori incaricati della cura-assistenza alle persone anziane e malate, che sono poi i destinatari finali di tutto il nostro lavoro. Recentemente, abbiamo provveduto razionalizzazioni operative, finalizzate ad utilizzare al meglio le risorse umane presenti, e abbiamo adottato il nuovo organigramma come il relativo funzionigramma.

Ma qual è la strategia del “nuovo corso” della Fondazione Honegger?
Fermi restando i caratteri della mission della Fondazione Honegger, che ha come scopo principale il prendersi cura delle persone anziane in condizioni di fragilità, il nostro impegno è indirizzato a raggiungere due importanti obiettivi, che dovranno procedere in parallelo. Il primo è proseguire con gli interventi di ristrutturazione e di adeguamento agli standard regionali della casa albergo che, dopo l’ottima sistemazione del quarto piano, interesserà a cascata tutti gli altri piani, senza recare disagio agli ospiti e che richiederà un notevole impegno, anche di natura finanziaria. Il secondo, dopo un’attenta analisi delle necessità e dei servizi socio-sanitari presenti nel nostro territorio, è lo studio di una proposta, in stretta collaborazione con l’Amministrazione Comunale,  di un piano di riorganizzazione delle funzioni delle strutture della Fondazione Honegger, che porti a rivedere il nostro attuale sistema di offerta, per riconvertirlo, in parte, in servizi innovativi. Tutto ciò porterà sicuramente ad importanti e significative conseguenze, sotto tutti gli aspetti.

Qual è il rapporto fra la Fondazione Honegger e il territorio?
La Fondazione Honegger è un ente assistenziale a valenza sia sanitaria che sociale. Due le strutture: la Casa Albergo - Casa di riposo e la struttura protetta G.Honegger, ricavata nei primi anni '90 nell'ex-Infermeria Honegger. Queste realtà devono proporsi maggiormente sul territorio, devono farsi conoscere fra la gente, devono diventare luogo di incontro con la comunità locale, in virtù dei tanti servizi che possono offrire. Quindi, apertura all’esterno, in particolare con il Comune di Albino e, nello specifico, con l'assessorato ai Servizi Sociali. Ma anche con le tante associazioni che operano sul territorio albinese: ce ne sono 32 e, con quelle che lo vorranno, intendiamo tessere dei nuovi rapporti di collaborazione, che portino all’offerta di servizi condivisi. Intanto, stiamo già lavorando con l’Associazione Anziani e Pensionati, che si sta rivelando il nostro partner privilegiato. Con loro, abbiamo organizzato la Settimana dell’Anziano, che si svolgerà a fine mese. E con loro stiamo predisponendo un calendario di interventi collaborativi, a  vantaggio non solo degli ospiti della casa di riposo, ma di tutti gli anziani e i pensionati di Albino. A tal proposito, per4 meglio far conoscere la nostra struttura, il 29 settembre prossimo abbiamo deciso di organizzare un open day: cioè un “porte aperte” alla casa di riposo, per meglio far conoscere le nostre strutture e i servizi offerti.

Quale lo scenario futuro?
Al termine degli interventi di ristrutturazione e con la riorganizzazione delle funzioni, Albino avrà a disposizione una struttura sanitario-assistenziale di ottimo livello, aperta al territorio e a disposizione della cittadinanza. Nello stesso tempo, la Fondazione chiede alla gente di Albino una grande attenzione, uno sforzo sempre maggiore di generosità, un più intenso coinvolgimento in una struttura che è parte integrante della sua storia e della sua tradizione.
 
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