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[Provincia di Bergamo] Rimane l’eco del Festival |
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Scritto da Lauro Marinoni
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Tentare un bilancio del 7° Festival internazionale dei cori non è semplice, è sicuramente stata l’edizione più grandiosa non solo per il numero delle formazioni accolte e coinvolte, ma anche per la partecipazione con cui sono stati seguiti i singoli eventi, dalle sfilate agli spettacoli serali. Ci sono stati momenti di intensa commozione, di giusto orgoglio, di frenetica attività; momenti di gioia che ripagano di tanta fatica e momenti di tristezza, come la morte di Battista Olmo, che danno la misura della fragilità dell’uomo. La forza di questa manifestazione sta proprio nell’unione della fragilità di centinaia di volontari che, assieme ai magnifici coristi dell’Idica, rendono possibile l’attuazione di un progetto di alto valore artistico, culturale e sociale. Nei giorni del Festival circa 2.500 coristi si sono esibiti davanti ad un pubblico che stimiamo intorno alle 20.000 presenze senza calcolare le ali di folla che hanno seguito le sfilate. Quella inaugurale di Bergamo e quella conclusiva di Clusone. Ma non sono i numeri a qualificare questo Festival, bensì il clima generale di tolleranza rispetto e amicizia che hanno consentito di superare tutti i piccoli intoppi, inevitabili quando così tante persone sono coinvolte su uno scenario così ampio come questo che ha spaziato dalle Valli bergamasche fin alla pianura. Un piccolo esempio è stato garantire un coperto alle quasi 3.000 persone che hanno partecipato alla sfilata.
Non resta che archiviare il 7° Festival rivolgendo un ringraziamento a Dio anzitutto e a quanti hanno creduto e dato una mano al Coro Idica. 
Per celebrare il Festival e decorare strade e piazze attraversate dai cori, sono stati tesi ben 50 km di bandierine delle Nazioni partecipanti, più il logo della Regione Lombardia e quello della Provincia di Bergamo |