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[Albino] Il "piano compiti a casa" Stampa E-mail
Scritto da il comitato genitori   
Piano per l'assegnazione dei compiti a casa all'Istituto Romero di AlbinoAticolo realizzato dalla Redazione di Paese MioNei giorni scorsi, presso le tre sedi dell’Istituto, ossia le Scuole Secondarie di Primo Grado di Albino, Desenzano e Abbazia, si sono tenuti delle riunioni in cui il Dirigente Scolastico, dott.sa Craca e il prof. Zanga, referente di Istituto del Piano Compiti, ne hanno illustrato il contenuto ai genitori delle attuali classi 5° elementare, 1° e 2° media. A queste riunioni hanno partecipato complessivamente un’ottantina di genitori. Il Comitato Genitori dell’Istituto ha ritenuto importante riassumere in questo scritto le parti fondamentali del piano compiti per informare e coinvolgere il maggior numero di genitori possibile.

Obiettivi del "piano compiti"
1) favorire lo “star bene a scuola ” di ogni ragazzo;
2) favorire la collaborazione tra scuola e famiglia, ritenendola fondamentale per la buona riuscita di ogni azione formativa.
Cosa si impegnano a fare i genitori:
1) assicurare una presenza discreta ma costante e vigile accanto ai figli interessandosi di quello che avviene a scuola. (Anche se l’obiettivo è quello di accompagnare i figli all’autonomia, negli anni delle medie i ragazzi hanno ancora bisogno del punto di riferimento del genitore e leggano la sua vicinanza come interesse per la loro persona).

Cosa devono fare gli alunni ( con il controllo vigile del genitore ):
1) Segnare tutti i compiti da fare sul diario;
2) studiare … prima di eseguire gli esercizi scritti;
3) leggere e ragionare sulle consegne … prima di svolgere i compiti scritti;
4) concentrarsi … per non diluire il tempo effettivo di esecuzione dei compiti, con mille altre cose:
“ faccio un po’ i compiti e un po’ ascolto la musica, telefono al mio amico, accendo la TV … ecc.”;
5) annotare le difficoltà quando non si riesce a fare qualcosa di un compito per poterlo far presente in classe al professore ( così si individua dove è il problema e la rispiegazione del prof. può essere mirata).

Cosa si impegnano a fare i professori:
1) Assegnare compiti adeguati alle spiegazioni fatte in classe;
2) assegnare compiti che servono per verificare se si ha capito quanto spiegato ( non si assegnano compiti per colmare parti di programma non svolte in classe);
3) correggere sempre insieme ai ragazzi i compiti assegnati(anche quelli delle vacanze);
4) accogliere tutte le difficoltà segnalate nello svolgimento dei compiti e rispiegare;
5) è possibile -spesso auspicabile- assegnare “compiti differenti” nel rispetto e valorizzazione delle diverse capacità di ogni alunno;
6) assegnare una quantità complessiva di compiti il cui svolgimento richieda un “tempo ragionevole” ossia non riempia tutto il tempo libero del ragazzo.
Il nostro Istituto è infatti del parere che la Scuola rappresenti un’importante agenzia formativa ma che si deve prestare attenzione affinché il carico di lavoro richiesto dai compiti a casa, dia comunque la possibilità ai ragazzi di fare anche altre esperienze formative(musica, sport, socializzazione, hobby ecc.);
7) avere momenti di confronto e di scambi fra colleghi allo scopo di uniformare i carichi di lavoro evitando che si verifichino eccessive disparità rispetto alla quantità di compiti assegnati, per la stessa materia, in sezioni diverse.
La Dirigente Scolastica, all’inizio di ogni anno scolastico, informa gli insegnanti”nuovi arrivati”sui contenuti del “piano compiti a casa” che diventa effettivo per le classi prime, a partire del 2° quadrimestre (Il 1° quadrimestre, infatti, è un periodo di assestamento in cui i ragazzi cominciano a “prendere le misure” della nuova scuola, imparando ad organizzarsi e ad adattarsi alle nuove richieste).

Ogni genitore è invitato a verificare che quanto stabilito nel “Progetto Compiti” non resti teoria ma corrisponda alla realtà quotidiana della vita scolastica. Nel caso in cui si presentino problemi sarà importante differenziare se si tratta di una difficoltà specifica del proprio figlio, da seguire e supportare in modo personale, oppure di un problema diffuso nella classe. In questo caso sarà molto importante discuterne nei luoghi appropriati cioè le assemblee di classe, i consigli di classe o i colloqui in particolare con l’insegnante coordinatore di classe, per trovare le soluzioni e i correttivi più appropriati in un clima di serena collaborazione e condivisione.
 
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