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[Albino] La Shoah raccontata a scuola |
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Scritto da Alunni classi 3^E e 3^F
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  Per ricordare il 27 gennaio, Giorno della Memoria, noi, classi 3’E e 3’F dell’Istituto Comprensivo G. Solari di Albino, abbiamo partecipato ad alcune attività. Abbiamo assistito alla proiezione di due film: “Il pianista” e “Train de vie”, e a due interventi, uno dell’ingegner Cucco, testimone diretto della vita nei campi di concentramento ed il secondo della professoressa Cremaschi, la quale attraverso la lettura di alcuni brani, ci ha esposto il “percorso doloroso” compiuto dalle persone deportate. Incontro con l’ingegner CuccoL’ingegnere ci ha raccontato la sua vicenda da Internato Militare Italiano (IMI) come ufficiale dell’esercito. Venne catturato l’8 settembre del 1943 a Bressanone (BZ); fu deportato a Deblin Irena, Oberlagen, Bonn, Colonia (campo di punizione), Algarge, Luneburg, Underluss e di nuovo a Luneburg. Fu liberato il 25 aprile del 1945. Durante il suo viaggio gli fu offerta più volte la possibilità di collaborare con i tedeschi per tornare libero, ma in ogni occasione rifiutò caparbiamente questa facile via di fuga. Ci ha raccontato anche molti episodi in cui si sentì umiliato, come la consegna dell’arma al nemico dopo l’8 settembre ’43, o spaventato, come durante la trasferta in treno, subendo gli attacchi aerei nemici.
Più volte l’ingegner Cucco si è emozionato nel ripensare agli episodi drammatici ai quali ha dovuto assistere e che ha preferito non raccontare. Ci ha invece narrato con grande fervore tutto il bene ricevuto, anche da parte di alcuni tedeschi. Ci ha anche evidenziato sei regole fondamentali per evitare che si ripeta l’orrore della Shoah: · Non odiare mai nessuno · Far sempre del bene · Farlo a tutti · Imparare a essere contenti, ma non accontentarsi mai · Usare coraggio e fantasia per superare ogni situazione difficile delle vita e per aiutare gli altri · Imparare a guardare oltre l’io. Il messaggio nella bottiglia Giovedì 27 gennaio 2007 abbiamo assistito all’intervento della professoressa Cremaschi, la quale ci ha parlato di “Letteratura e Shoah”. Ci ha spiegato la differenza fra le testimonianze oculari, cioè di persone che hanno assistito direttamente agli avvenimenti accaduti nei campi di concentramento e le testimonianze scritte, cioè che possono essere verosimili, scritte spesso subito dopo gli avvenimenti. Con la professoressa Cremaschi abbiamo discusso di vari argomenti, leggendo testimonianze scritte riguardanti il problema di Dio:crederci o meno nei momenti difficili e tristi? Abbiamo conosciuto pareri e risposte diverse da parte dei prigionieri: c’è chi crede nell’esistenza di Dio in qualunque occasione e chi, invece, pensa che “Se Aushwitz è esistito, non può esistere un Dio” (Levi). Altro punto, quello delle bottiglie sepolte: alcuni prigionieri, consapevoli di morire, scrivevano pensieri, poesie, riflessioni su dei fogli che poi venivano introdotti in bottiglie da seppellire nei campi, sotto un albero.
Per informarci sulla shoah abbiamo letto il libro: “Non si può morire così per via” di Luigi Goisis (internato militare italiano). Durante l’intervanto della professoressa Cremaschi abbiamo letto delle citazioni dal suo diario. Dopo qualche giorno dalla testimonianza dell’ingegner Cucco, abbiamo ricevuto una sua lettera di ringraziamento per le offerte da noi raccolte e per il calore dimostrato durante il suo intervento, con la speranza che noi avessimo appreso il profondo messaggio di non odio che ci ha voluto lasciare. Vogliamo ricordare una preghiera da lui ideata dove ci ha spiegato che Dio esiste se noi lo vogliamo. In conclusione anche noi vorremo ringraziare l’ingegner Cucco e la professoressa Cremaschi per la loro disponibilità. Questi intervanti sono stati molto interessanti e possiamo ritenerci fortunati perché abbiamo potuto ascoltare la testimonianza diretta di un reduce dai campi di concentramento, consapevoli che, tra alcuni anni, queste persone non ci saranno più e noi potremo solo leggere questi drammatici eventi sui libri. Tutti gli articoli di questo numero. |