|
|
|
[Albino] Continua con successo la raccolta dei tappi |
|
|
|
Scritto da P.S.
|
  "I ragazzi stanno facendo cose stupende. Hanno fatto proprio l’appello lanciato all’inizio dell’anno e, ad ondate settimanali, portano chili e chili di tappi, coinvolgendo non solo i loro compagni, la le stesse famiglie, e queste, a loro volta, i parenti e gli amici, in una gara di solidarietà che ha dell’incredibile". Questo il commento della prof.ssa Daria Bigoni, insegnante di religione presso l’istituto comprensivo di Albino, in merito al progetto " Per fare un pozzo ci vuole un tappo: quindi, acqua per tutti", promosso dalle scuole medie di Albino, Desenzano, Abbazia e Selvino, per raccogliere fondi da destinare alla Fondazione Filomondo di Lesmo (Milano), impegnata nella realizzazione di pozzi per l’acqua potabile in Africa, soprattutto a Mchito, in Tanzania. "Il progetto – continua Daria Bigoni – rientra nell’iniziativa "Prendiamoci sul Serio", che fa parte a sua volta di "Una rete per il Serio", una collaborazione promossa dalla Diocesi di Bergamo per la pastorale sociale.
La rete vuole sviluppare attenzione ai problemi del rapporto uomo-ambiente nel territorio interessato dal fiume Serio: tale rapporto va visto sulla base del valore della salvaguardia del creato. Un invito, dunque, alla conversione ecologica, che prima che un problema tecnico è un problema etico e culturale, di valori e principi che devono orientare le scelte delle persone a livello personale, sociale, economico e politico. Nel caso dell’iniziativa dei tappi, interessare i ragazzi a preoccuparsi per l’acqua di pozzi in Africa è un modo per educarli a cogliere l’acqua come bene comune primario". Un’azione educativa, dunque, che coinvolge tutti, in particolare i più piccoli, a porre sempre maggiore attenzione all’importanza del riciclaggio. Ma soprattutto un gesto di solidarietà, in quanto la raccolta permette di aiutare persone che hanno un estremo bisogno di acqua. Non tutti i tappi, però, vanno bene per il progetto di raccolta: solo quelli delle bottiglie di plastica, non i tappi delle scatole del caffè, della nutella, dell’olio o dei detersivi. E nemmeno i tappi metallici a vite e a corona e di sughero. Questi, come detto anche sul numero scorso di Paese Mio, una volta raccolti, vengono portati a Parre, dove alcuni volontari del Gruppo Missionario "Padre Gerolamo Regolini" li macinano e li vendono alle aziende di riciclaggio della plastica. L’intero ricavato, poi, viene inviato alla Fondazione Filomondo di Lesmo. Si pensi che un pozzo costa 15.000 euro, e per fare un pozzo ci vogliono 88 tonnellate di plastica, cioè circa milioni di tappi. "La raccolta continua fino alla fine dell’anno – prosegue la Prof.ssa Bigoni – Nelle nostre scuole abbiamo predisposto degli appositi contenitori e questi sono sempre pieni tutte le settimane. Ormai, si è superato abbondantemente il quintale di tappi. Speriamo che l’iniziativa continui sempre così". Tutti gli articoli di questo numero. |
|
| |
|