
Ci occuperemo questo mese ancora di un simpatico termine dialettale, il cui uso veniva riferito soprattutto ai bambini o a ragazzi particolarmente svegli, vispi e dotati di quella sana furberia infantile, si tratta del “
balòss” o del “
berechì”.
Dovrete convenire che già la pronuncia di questi termini suggerisce ilarità come quando si incontrano ragazzi con quella “
cera dè balòss” o “
co la cera dè berechì”.
I termini di cui sopra venivano a volte estesi anche a persone adulte, allora il significato risultava un po’ meno simpatico in quanto si intendeva una persona a metà strada fra l’imbroglione, il furbacchione e il truffatore.
Il truffatore che spesso abusava della buona fede della gente semplice, in particolare, veniva spesso definito “
braghèr”, la cui capacità di creare imbrogli e truffe era a livello di codice penale.
Tant’è vero che su questa traccia vi è il detto: “
Balòss, braghèr e canàe, scioma de l’infèrno”
(furbacchioni, imbroglioni e canaglie, schiuma dell’inferno).