Scècc e gnòch i è mai tròp – Bambini e gnocchi non sono mai troppi.
E’ forse un detto ormai fuori tempo massimo: i bambini oggi non sono certo troppi, le famiglie non sono più come le famiglie numerose di una volta, sono generalmente composte da uno o due figli. In quanto agli gnocchi non conosco le abitudini culinarie moderne, ma lasciatemi dire che sono un piatto semplice e gustoso. Una volta si impastavano in casa e, mi pare di ricordare che ci fosse anche il giorno degli gnocchi: il giovedì. Se ne facevano di due tipi, quelli con le patate e quelli “in colla”. “
Gnòch de patate e gnòch in cola”. Fra quelli di una volta e quelli che magari qualche d’uno prepara ancora in casa oggi, vi è un filo conduttore: “
i è bù, ma i stopa!” (son buoni, ma tappano!).
Passiamo a tutt’altra roba. “
Segònd ol sòch a l’vé zò i tape” (da come è il ceppo, tali sono le schegge). Se si vuole attingere al latino “
Qualis pater, talis filius”, vuol dire, in modo più sofisticato ed elegante la stessa cosa. I nostri antichi, pur non sapendo nulla di D.N.A., conoscevano però le leggi dell’ereditarietà.
Avete mai provato a passare in rassegna i discendenti di una famiglia o di un casato magari del nostro o di un altro paese? Quante persone ripetono il nonno o il bisnonno, non solo fisicamente, ma anche in certi atteggiamenti o manie. C’è pure da segnalare che la seconda parte di questo detto, veniva spesso usato anche per indicare alcune persone dotate di poco acume:“
l’è öna tàpa”, magari il soggetto discendeva anche da una famiglia normodotata ma, sapete, non sempre le ciambelle escono col buco: ciò contribuisce, significativamente, a rendere variegato il mondo!