Alpeggi, tesori naturali sulle nostre montagne

alpeggi tesori naturali sulle nostre montagneCome quasi ogni giorno mi trovo a risalire la Valle Seriana; il lavoro anche oggi mi porta in montagna, vedo nello specchietto la fila di macchine che lenta scende in città e mi sento fortunato a non dover affrontare il traffico cittadino.
Devo salire in malga, su quegli alpeggi che oltre il Ponte del Costone, si stagliano alti come grandi fazzoletti verdi a contorno del cielo, oggi particolarmente azzurro. L’alpeggiatore mi ha comunicato che i lavori di ristrutturazione della baite sono terminati e quindi devo salire a verificare se tutto è a posto per la lavorazione del latte.

Mentre salgo i tornanti della nuova strada gippabile, penso che finalmente anche tra i nostri monti si vada nella direzione giusta: se vogliamo salvare le nostre tradizioni e con esse le nostre montagne, dobbiamo fornire servizi a chi in montagna vive e lavora.

numerose malghe sono situate negli alpeggi bergamaschi

L’alpeggio è legato all’antico fenomeno della monticazione estiva del bestiame che in Valle Seriana si ripete da secoli, ed anche ai giorni nostri dove le leggi economiche e di mercato stravolgono gli equilibri ambientali ed umani, c’è ancora chi è pronto ad affrontare mesi di isolamento e duro lavoro per accompagnare le mandrie in quota in cerca di pascoli e clima più fresco.
Sono ormai a metà percorso, dopo la prima ripida salita ecco che la strada spiana per un tratto, lasciando spazio a verdi prati ed ad una piccola chiesetta, monumento alla fede e alla fatica dei nostri vecchi; nonostante da decenni l’alpicoltura viva una fase di lento e costante declino, nella nostra valle, conserva ancora una presenza significativa e mi conforta pensare che persone giovani come Angelo, che tra poco incontrerò, continuano le tradizioni dei padri.

Un tempo si gestiva l’alpeggio in base alla propria sensibilità ed esperienza, operazioni che oggi devono trasformarsi in vere e proprie doti imprenditoriali, perché gestire l’alpe e l’alpeggio è come condurre una piccola azienda in quota.
Oltrepasso in questo momento l’ultimo tratto di bosco dove i faggi e le latifoglie lasciano il passo alle conifere, passo a fianco della prima baita e non posso non notare la zona di mandra sfruttata durante la salita del bestiame ai pascoli più alti. Dal finestrino abbassato mi giunge il suono dei campanacci delle bestie al pascolo; ormai sono giunto alla meta, la baita di mezzo, parcheggio la vecchia panda 4x4 nella radura antistante l’ingresso, e appena sceso, i cani pastore si fanno incontro abbaiando e, anche se abituato, mi muovo con circospezione in attesa che qualcuno esca dalla baita e li faccia tacere.
Finalmente mi viene in aiuto una giovane ragazza, che scopro essere una delle due figlie di Angelo, che non ha potuto aspettarmi perché in alto sull’alpe andava spostato il recinto delle manze, ed ha delegato le figlie e la moglie a fare gli onori di casa, anzi di baita.
Scopro con piacere che qui, come su pochi altri alpeggi, tutta la famiglia è salita in montagna, e che dopo tutto Angelo è uno fortunato: ha con sé la moglie e le figlie che lo aiutano quotidianamente, eliminando la solitudine  delle lunghe sere d’estate.
Questo mi fa pensare che il difficile reperimento di personale qualificato, la lontananza dai centri abitati, le condizioni degli edifici spesso inadeguate a livelli di minimo confort per i mandriani, i problemi igienico-sanitari connessi alla produzione e lavorazione del latte in loco, sono i principali nodi da sciogliere per garantire anche per il futuro l'utilizzo dei pascoli e la conservazione dell'ambiente montano.

alcune malghe si occupano della trasformazione del latte e vendono prodotti caseari

Fortunatamente negli ultimi anni si sono concentrati gli sforzi al fine di migliorare le condizioni di vita per i malgari con adeguamento delle abitazioni, approvvigionamento idropotabile ed energetico, miglioramento dell'accessibilità degli alpeggi, fondamentale per ridurre il senso di isolamento e agevolare il lavoro, si è pensato anche al benessere degli animali con la sistemazione dei ricoveri, razionalizzazione della mungitura, miglioramento dei sistemi di abbeverata, rotazione dei pascoli; di pari passo sono stati fatti passi avanti anche nel fondo valle: sostenendo le attività che portano ad una diversificazione del reddito (turismo rurale e naturalistico, trasformazione del latte e vendita dei prodotti caseari).
Il miglioramento è tangibile e lo possiamo  vedere percorrendo i sentieri tra gli alpeggi della Media Valle, oppure della Conca della Presolana, forse un po’ meno (ma comprensibile visto il numero e  le più difficili situazioni dei versanti montani) dell’Alta Valle Seriana, e Valle di Scalve,
La moglie di Angelo è nella spaziosa cucina all’interno della baita, ha già preparato il caffè che versa fumante nelle tazze ordinate sul tavolo dalla figlia più piccola, che ha lasciato volentieri i compiti delle vacanze sul grande tavolo di legno e gioca a servirci come fanno le cameriere al bar.
La baita è in buone condizioni: c’è energia elettrica, acqua calda e fredda, il caseificio è ampio e spazioso così come la sala stagionatura, i lavori sono stati fatti con criterio e attenzione; verifico che per accedere al bagno creato su un lato della baita, bisogna percorrere un tratto esterno senza copertura, decido pertanto di richiedere con i prossimi lavori di manutenzione la costruzione di una piccola penzana, che oltre alla funzionalità migliora l’estetica della baita.
Mentre mi intrattengo a conversare ancora un poco, ecco che anche Angelo torna e mi racconta di quanto è accaduto nei mesi precedenti durante il tragitto da valle ai pascoli alti e dei temporali improvvisi che per fortuna, almeno fino ad ora, non hanno creato perdite nel bestiame..., il tempo però scorre in fretta ed io devo rientrare, un rapido saluto e poi giù per i tornanti fino a valle dove sono di nuovo inghiottito dal traffico e dal lavoro d’ufficio.

Come già accennato, la presenza dell’uomo e dei suoi animali ha sempre svolto un ruolo multifunzionale in montagna, che va dal recupero di fonti alimentari per il bestiame altrimenti inutilizzabili, all’ottenimento di prodotti trasformati di pregio (formaggio e burro), alla tutela, a volte anche inconsapevole, dell’ambiente e del territorio. La scarsa utilizzazione delle superfici pascolive per abbandono o sottocaricamento ha determinato, in molti casi, la variazione degli equilibri floristici degli alpeggi con decadimento della qualità dei pascoli per diffusione di specie erbacee poco appetite e di basso valore nutritivo.
collage di immagini scattate sugli alpeggi seriani e scalviniIl progressivo peggioramento della qualità dei pascoli, sia in termini di valore nutritivo della copertura vegetale sia in termini di pascolabilità, ha a sua volta ulteriormente disincentivato l’utilizzo degli alpeggi, con perdita per le aziende zootecniche di un’importante risorsa alimentare e contrazione delle produzioni casearie di pregio. Inoltre la sospensione degli interventi antropici sul territorio, in particolare per quanto riguarda la regimazione delle acque, ha favorito l’alterazione dell’equilibrio idrogeologico della montagna, innescando in alcuni casi, gravi fenomeni di dissesto. Tutti noi possiamo vedere come i pascoli abbandonati o sottocaricati regrediscano velocemente ad aree cespugliate e, successivamente, se la quota lo consente, il bosco prenda il sopravvento coprendo vaste  aree dell’alpe.
Incentivare la presenza dell’uomo e delle mandrie sugli alpeggi rappresenta, per queste e altre ragioni, un elemento fondamentale per la conservazione e la valorizzazione della montagna. Non va dimenticato, inoltre, che accanto alle funzioni più tradizionali, l’alpicoltura odierna è chiamata a svolgere anche un ruolo importante nella tutela del paesaggio e nella conservazione del patrimonio culturale locale, aspetti che, pur apparendo secondari, vanno assumendo un significato anche economico nell’ambito delle attività legate al turismo. Il mantenimento corretto delle aree a pascolo è, come già detto, garanzia di conservazione della cosiddetta  biodiversità vegetale e della diversità paesaggistica, in parole più semplici della bellezza delle nostre montagne.

Le nostre Valli contano 78 alpeggi principali, l'87% dei quali di proprietà pubblica e il 13% appartenenti a privati. L'elenco seguente riporta i nomi degli alpeggi e la loro dislocazione sul territorio delle Comunità Montane:

Valle Seriana

  • Malga Agnone - Valgoglio
  • Malga Alta Valzelli - Castione della Presolana
  • Malga Avert - Gromo
  • Malga Aviasco - Valgoglio
  • Malga Barbellino - Valbondione
  • Malga Belloro - Premolo
  • Malga Campagano - Ardesio
  • Malga Camplano-Valmora - Premolo
  • Malga Campo d'Avena - Gandino
  • Malga Cardeto - Gandellino
  • Malga Cassinelli e Corzene - Castione della Presolana
  • Malga Cavandola d'Asta e della Corna - Valbondione
  • Malga Coca - Valbondione
  • Malga Colombone - Gandino
  • Malga Comunaglia - Endine Gaiano
  • Malga Cornetto - Castione della Presolana
  • Malga Corte - Ardesio
  • Malga Corzenine - Castione della Presolana
  • Malga Crostaro - Valbondione
  • Malga Flesh - Valbondione
  • Malga Fogarolo - Rovetta
  • Malga Fontana Mora - Gromo
  • Malga Fop - Parre
  • Malga Forcella - Parre
  • Malga Golla - Premolo
  • Malga Grabiasca - Gandellino
  • Malga Grem - Oneta
  • Malga Grina - Gorno
  • Malga Guazza - Gandino
  • Malga Leten - Parre
  • Malga Lusù Alto - Cerete
  • Malga Montagnina - Gandino
  • Malga Monte Secco - Ardesio
  • Malga Neel - Ardesio
  • Malga Pagherola - Rovetta
  • Malga Passevra con Sasna - Valbondione
  • Malga Pergallo - Gandino
  • Malga Piazza - Ardesio
  • Malga Presolana - Bares - Campo Olone - Castione della Presolana
  • Malga Ramello del Nedi - Songavazzo
  • Malga Ramello della Corna - Songavazzo
  • Malga Remescler - Oltressenda Alta
  • Malga Rigada - Oltressenda Alta
  • Malga Vaccaro - Parre
  • Malga Vaghetto - Ardesio
  • Malga Valle di Fiumenero - Valbondione
  • Malga Valmezzana - Songavazzo
  • Malga Valsanguigno - Valgoglio
  • Malga Verzuda - Oltressenda Alta
  • Malga Vigna Soliva - Valbondione
  • Malga Vigna Vaga - Valbondione
  • Malga Vodala - Ardesio
  • Malga Zò - Castione della Presolana
  • Malga Zulino - Ardesio
Valle di Scalve
  • Malga Costone - Azzone
  • Malga Negrino - Azzone
  • Malga Polzone - Colere
  • Malga Busma - Schilpario
  • Malga Campelli - Schilpario
  • Malga Cimabosco - Schilpario
  • Malga Epolo - Schilpario
  • Malga Ezendola - Schilpario
  • Malga Gaffione - Schilpario
  • Malga Giovetto - Schilpario
  • Malga Lifretto - Schilpario
  • Malga Moie - Schilpario
  • Malga Rena - Schilpario
  • Malga Stable - Schilpario
  • Malga Venano - Schilpario
  • Malga Venerocolo - Schilpario
  • Malga Vivione - Schilpario
  • Malga Voia - Schilpario
  • Malga Barbarossa - Vilminore di Scalve
  • Malga Bellavalle - Vilminore di Scalve
  • Malga Gleno - Vilminore di Scalve
  • Malga Manina - Vilminore di Scalve
  • Malga Manina Usi C - Vilminore di Scalve
  • Malga Saline - Vilminore di Scalve
Danilo
speciale alpeggi è a cura di danilo filisetti
Speciale alpeggi: tesori naturali sulle nostre montagne è a cura di Danilo Filisetti
Scopri le schede degli alpeggi seriani e scalvini!

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